👤 Nome e soprannome (se ne hai uno tra i Lupi)?
Andrea. Maschile in Italia, femminile in tutto il mondo: mi ha sempre intrigato quel nome e non è arrivato nessun soprannome.
🌍 Da quanto tempo sei a Londra?
Dal 2018, seguendo mia moglie. Una storia particolare, che però ho piacere di condividere con voi. Sono nato e cresciuto normalmente fino ai 27 anni. Nell’estate del 2003, all’improvviso, ho salutato tutto a causa di un’emorragia cerebrale, nonostante non fumassi. Per fortuna mi trovavo a casa quando è successo: dopo quattro giorni di coma ho riaperto gli occhi. Ma la parte destra del corpo non rispondeva più. Sedia a rotelle, senza linguaggio. Poi, con il tempo, arriva il momento in cui capisci che è ora di ripartire da lì. E da lì migliori. Non “come prima”, perché perderesti. Nel 2018 mia moglie mi chiede: “Proviamo a Londra?”. E lì abbiamo trovato il posto della vita. Io avevo un posto fisso a Roma, ma ho scoperto il telelavoro, dimenticando il traffico romano. E i miei figli, prima bambini e oggi adolescenti, parlano inglese meglio degli inglesi.
🏟️ La tua prima partita della Roma che ricordi?
Da ragazzino mio padre mi portò allo stadio Olimpico ancora scoperto. Avete presente il film "Febbre a 90°" quando il ragazzino scoprì lo stadio dell'Arsenal e si innamorò immediatamente? Più o meno la stessa cosa. Anzi, di più: mio padre è aquilotto e mi ha portato a vedere una partita della Lazio. Qualcosa non andava, meglio il giallorosso. Avevo 14 anni, la prima partita Roma-Fiorentina dopo i mondiali '90 e con la nuova copertura: 4 pallini a 0, una bomba al volo di Rudi Voeller, m'innamorai subito.
🐺 Da quanto sei con i Lupi di Londra? Quale è un aneddoto o il momento più bello vissuto con i Lupi di Londra?
Ricordo quando regalai la mia sciarpa dei Lupi a un carissimo amico a Roma, un grande giallorosso con sindrome di Down. Gli ho regalato una gioia, ed è stata una gioia anche per me. Subito dopo, però, ne volevo un’altra. Roberto, il nostro storico presidente, all’epoca viveva non lontano da casa nostra a Finchley: andai da lui e me ne regalò subito una. Se non fa troppo caldo (a Londra, appunto), la porto sempre.
⭐ Il tuo giocatore giallorosso preferito di sempre e perché?
Io sono del ‘76, secondo voi chi mi ha fatto innamorare?!? Il Pupone chiaro, insieme ai grandi giocatori di quell’annata storica come Ronaldo, Nesta, appunto, i migliori, ma questo lo posso dire solo io.
🎶 Quale coro da stadio ti piace cantare più di tutti?
L'inno di Totti-Totti-gol ovviamente! E l'ho pure distorto mentre passeggiavo col mio primo bambino sul passeggino tra i palazzotti di Anagnina. Non più Totti-Totti-gol, ma Chicco-Chicco-gol: che figuraccia con quelli che mi guardavano strano!
🍝 Il tuo piatto preferito della cucina romana?
Eh… se glielo dico a mia moglie mi uccide. Ci siamo conosciuti nel 2003, le dico: "Ora ti preparo una carbonara coi fiocchi!" Non aveva idea che sapessi fare SOLO quello: dopo più di vent'anni vergognosamente la situazione non è cambiata molto...
💬 Cosa rappresentano per te i Lupi di Londra?
A Londra senza Lupi mancherebbe qualcosa. Ti ricordi visibilmente che non stai lontano, che ci siamo lo stesso, abbiamo la sciarpetta, un berretto, parliamo romanaccio stretto. Come durante il covid: eravamo quattro gatti, ma lì capisci l'amicizia vera.
📣 Un messaggio per i nuovi soci o per chi sta pensando di unirsi?
La Roma è la Roma. E se sei lontano, magari con pochi amici, poche persone come noi e voi, e un po’ malinconico, magari mentre piove da quarantasei ore di quella pioggia sottile. Pensaci: ti farà stare bene. A prescindere dal risultato della partita.